Clausole che pongono un «tetto massimo» al diritto agli utili (artt. 2247, 2265, 2350 e 2433 c.c.) [16 giungo 2020]

MASSIMA

Sono legittime le clausole statutarie di s.p.a. e di s.r.l. che pongono un «tetto mas- simo» al diritto all'utile, quali ad esempio le clausole che dispongano: (i) limiti massimi espressi in misura assoluta, esercizio per esercizio; (ii) limiti massimi espressi in misura relativa, assumendo come parametro un dato variabile, quale ad esempio il capitale so- ciale o il patrimonio netto; (iii) limiti massimi espressi solo in relazione al tempo, preve- dendo che gli utili di una categoria di azioni o di quote o di determinate quote spettino a decorrere da una determinata data.

Qualora siffatte clausole siano tali da configurare, a decorrere da un dato mo- mento della vita della società, la sopravvivenza di categorie di azioni o di categorie di quote o di determinate quote del tutto prive del diritto all'utile per l'intera durata residua della società, la loro legittimità dipende dalla permanenza di ulteriori diritti patrimo- niali, quali il diritto alla distribuzione di riserve e/o alla distribuzione del residuo attivo di liquidazione.