Orientamento n. 2 del 9 giugno 2009

AUTENTICAZIONE DI SOTTOSCRIZIONI APPOSTE A FIDEIUSSIONI E POLIZZE FIDEIUSSORIE*

Quando la fideiussione o la polizza fideiussoria si struttura come negozio che si esaurisce nella dichiarazione del garante  e non è prevista accettazione da parte del creditore, né è prevista la "firma" del debitore, l'onorario deve essere determinato nella intera misura prevista dalla tariffa di cui D. M. 27 novembre 2001. Ove invece la struttura negoziale prescelta dalle parti faccia sorgere la garanzia nell'ambito di un contratto nel quale intervengono anche il creditore garantito e/o il debitore, ha applicazione l'art. 7 comma 10 lettera a) del Regolamento contenuto nel Decreto del Ministero di Giustizia del 27 novembre 2012 n.265 con ripartizione dell'onorario in ragione del numero delle parti del negozio.

In tal caso, al fine di consentire all'archivio Notarile un corretto controllo, nella colonna "data  luogo natura dell'atto" del repertorio degli atti tra vivi, si rende opportuno precisare quanto previsto nella lettera a) del  citato art.7.

Il negozio o il contratto da cui promana la fideiussione o la garanzia assicurativa, una volta perfezionato, qualora autenticato o redatto per atto pubblico  è  soggetto a registrazione in termine fisso. Alla regola fa però eccezione il caso - peraltro assai frequente - delle garanzie "richieste dalla legge". Non vi è infatti obbligo di chiedere la registrazione delle garanzie richieste da leggi, anche regionali o provinciali quali, ad esempio, quelle previste per gli appalti dello Stato e degli enti pubblici. A tal fine devono ritenersi equiparati agli enti pubblici aggiudicatori di gare d'appalto le società miste locali, le società con capitale pubblico, anche in misura non prevalente, aventi ad oggetto la produzione di beni o servizi non destinati ad essere collocati sul mercato in regime di libera concorrenza, i concessionari di servizi pubblici, gli enti privatizzati che svolgono servizi pubblici.

Determinazione dell'onorario di repertorio

Il codice civile non delinea la figura negoziale della fideiussione, limitandosi a enunciare, all'art. 1936,  la "nozione" di fideiussore nei seguenti termini:  "È fideiussore colui che, obbligandosi personalmente verso il creditore, garantisce l'adempimento di un'obbligazione altrui."
La contrattualistica bancaria e assicurativa - in relazione alla quale viene per lo più richiesto l'intervento notarile - presenta una pluralità di strutture negoziali la cui varietà è, verosimilmente, causa della eterogeneità dei comportamenti. Ciò ben si comprende in presenza di un dettato normativo che lascia ampia libertà alle parti di decidere se far nascere la garanzia con atto unilaterale, oppure con atto bilaterale (il che appare, peraltro, necessario ove la fideiussione sia onerosa); egualmente, spetta alle parti "stabilire se sia il caso di corredare il negozio costitutivo della fideiussione di tutti i supporti formali che valgano a dare dell'attività negoziale il massimo di espressione o il minimo[1]. È appena il caso di accennare che se si presceglie lo strumento della scrittura privata autenticata, ovviamente, le autenticazioni in discorso devono essere effettuate con autentica formale ex art. 72 della legge notarile, regolarmente assoggettate ad iscrizione nel repertorio.

Pertanto, la determinazione dell'onorario andrà effettuata valutando concretamente, caso per caso, la struttura negoziale adottata dalle parti. Come si è detto, quando la fideiussione viene strutturata come negozio che si esaurisce nella dichiarazione del garante (di regola una banca o una compagnia di assicurazioni) e non sono previsti né l'accettazione del creditore né la manifestazione di volontà del debitore [2](di regola un'impresa), sembra corretto che l'onorario sia determinato nella misura prevista dalla tariffa D. M. 27 novembre 2001.
Può darsi invece che il fideiussore si obblighi personalmente verso il creditore, garantendo l'adempimento di un'obbligazione altrui, nell'ambito di un rapporto nel quale è richiesta una manifestazione di consenso, vuoi da parte del creditore garantito, vuoi da parte del debitore.
In questi casi pare corretto che abbia applicazione l'art. 7 comma 10 lettera a) del Regolamento contenuto nel Decreto del Ministero di Giustizia del 27 novembre 2012 n.265 con ripartizione dell'onorario in ragione del numero delle parti del negozio [3], ed al fine di facilitare il controllo dell'archivio Notarile, nella colonna "data luogo natura dell'atto" del repertorio degli atti tra vivi, è opportuno precisare quanto previsto nella lettera a) del  citato art.7 (con la dizione "prima autentica" ecc.).

Non sarà inutile rammentare che:

- in caso di garanzia prestata contestualmente al negozio che costituisce fonte dell'obbligazione garantita, si applica un solo onorario sul valore maggiore; 
- se nell'atto non fosse espresso l'importo della fideiussione, l'onorario è ragguagliato all'importo capitale dell'obbligazione, con esclusione degli interessi e di ogni altro accessorio;
- se la garanzia viene prestata per un finanziamento fondiario, l'onorario è ridotto al 50%
- se la garanzia è rilasciata  da parte di aziende o di istituti di credito e di enti ai predetti assimilati dalla legge, nonché da parte di istituti e imprese di assicurazione nei confronti di amministrazioni dello Stato, delle Regioni, delle province e dei comuni e di altri enti pubblici, l'onorario spetta nella misura del 25% (calcolato sull'importo della garanzia e con limitazione dell'onorario ad importo non superiore a quello spettante per atti di valore di Euro 465.000)

Registrazione

Quando il negozio o il contratto, autenticato o redatto per atto pubblico, da cui promana la fideiussione è perfezionato, esso è  soggetto a registrazione in termine fisso.
Qualora la fidejussione sia rilasciata nell'esercizio di attività di impresa (ad esempio nell'ipotesi più frequente del rilascio da parte di Banche o Assicurazioni) la relativa prestazione rientra in ambito IVA, anche se esente ai sensi dell'art. 10 del D.P.R. 633/1972, e pertanto l'atto dovrà essere registrato con pagamento di imposta in misura fissa.
Qualora invece la fidejussione sia rilasciata al di fuori dell'esercizio di attività di impresa, in particolare da una persona fisica, sarà soggetta a registrazione con applicazione dell'imposta nella misura dello 0,50%, ai sensi del citato art. 6 della tariffa parte prima del D.P.R 131/1986.

Alla regola della registrazione in termine fisso fa eccezione il caso - peraltro assai frequente - delle garanzie "richieste dalla legge", previsto dall'art. 6 della tariffa parte prima del D.P.R. 131/1986, in relazione al quale l'art. 5 dell'allegato B del medesimo D.P.R. 131/1986 (Tabella) dispone che non vi è obbligo di chiedere la registrazione delle "garanzie richieste da leggi, anche regionali o provinciali" e degli "atti relativi alla loro cancellazione, comprese le quietanze da cui risulti l'estinzione del debito"[4].
Detti atti sono esenti da registrazione anche se redatti per atto pubblico o scrittura privata autenticata (Cfr. art. 11 della Tariffa, parte prima, allegata al medesimo D.P.R. n. 131/1986, che esclude espressamente dall'obbligo di registrazione con pagamento dell'imposta in misura fissa gli atti disciplinati dall'art. 5 della Tabella).
L'ambito applicativo delle garanzie esenti da registrazione è prevalentemente costituito dalla materia dei contratti dello Stato e degli Enti pubblici. Si rinvia allo studio 71/2000/T del CNN per approfondimenti normativi. Basterà qui ricordare che, per i contratti stipulati dello Stato, già l'art. 54 del R.D. 23 maggio 1924, n. 827 prevedeva la prestazione di una cauzione in denaro o in titoli di stato, sostituibile, a norma della legge 10 giugno 1982, n. 348, con polizza fideiussoria; che in relazione all'appalto di lavori pubblici, le garanzie a favore dell'amministrazione  sono disciplinate dall'art. 30 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e successive modificazioni (legge quadro sui lavori pubblici), e nel titolo VII del relativo regolamento di attuazione (D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554). 
Si segnala ancora che, ai fini dell'applicazione del citato art. 30 della legge 109/1994, devono ritenersi assimilati agli enti pubblici aggiudicatori di gare d'appalto le società miste locali, le società con capitale pubblico, anche in misura non prevalente, aventi ad oggetto la produzione di beni o servizi non destinati ad essere collocati sul mercato in regime di libera concorrenza, i concessionari di servizi pubblici, gli enti privatizzati che svolgono servizi pubblici[5].
Un accenno meritano le Polizze fideiussorie per rimborsi IVA; dopo la circolare del Ministero delle Finanze 10 giugno 1998 n. 146/E si è chiarito che l'autentica della firma del rappresentante della banca posta in calce alla fideiussione deve essere autenticata con autentica "formale" iscritta a repertorio previo accertamento dei poteri del rappresentante; dette polizze sono esenti da registrazione a sensi art. 5 della tabella allegato B al D.P.R131/1986 e non sono soggette a imposta di bollo a sensi del primo comma art. 5 della tabella allegata B al D.P.R. 642/1972.

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[1] Risposta dell'ufficio studi del CNN del 26/05/1997  n. 1625 a quesito concernente l'applicazione degli onorari sulle autentiche di firma su polizze fideiussorie.

[2] L'intervento del debitore, di norma irrilevante, può essere reso necessario dalla volontà delle parti, ad es. nei casi in cui la struttura negoziale adottata sia quella di un contratto a favore di terzo in cui il debitore assume la veste di stipulante e il garante quella di promittente.

[3] In questo stesso senso vedasi ancora la risposta dell'ufficio studi del CNN del 26/05/1997  n. 1625 a quesito concernente l'applicazione degli onorari sulle autentiche di firma su polizze fideiussorie.

[4] Più precisamente a norma dell'art. 5 della tabella allegata al D.P.R. 131/1986 prevede gli atti e i documenti  formati  per l'applicazione,  riduzione, liquidazione,  riscossione, rateazione  e  rimborso  delle imposte e tasse  a  chiunque  dovute, comprese le relative sentenze, e gli atti relativi alla  concessione  o  all'appalto  per la loro riscossione, garanzie  richieste  da leggi, anche regionali e provinciali, e atti relativi  alla  loro  cancellazione,  comprese  le  quietanze  da cui risulti  l'estinzione  del  debito, atti e documenti formati  in relazione  al  servizio militare  obbligatorio  o  a quello civile sostitutivo.

 

Orientamento approvato dal Consiglio Notarile di Milano in data 9 giugno 2009

* La legge prevede che il compenso per le prestazioni professionali è pattuito, nelle forme previste dall'ordinamento, al momento del conferimento dell'incarico professionale. Il professionista deve rendere noto al cliente il grado di complessità dell'incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento fino alla conclusione dell'incarico e deve altresì indicare i dati della polizza assicurativa per i danni provocati nell'esercizio dell'attività professionale. In ogni caso la misura del compenso è previamente resa nota al cliente con in preventivo di massima, deve essere adeguata all'importanza dell'opera e va pattuita indicando per le singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi (art. 9 decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1 convertito nella legge 24 marzo 2012, n. 27, recante: «Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività.»).