Massima n. 148 – 17 maggio 2016 Versamento dei conferimenti in denaro in sede di costituzione di s.r.l. (art. 2464, comma 4, c.c.)

 

Massima

Alla luce del nuovo testo dell'art. 2464, comma 4, c.c. (introdotto all'art. 9, comma 15-bis, d.l. 76/2013, convertito dalla l. 99/2013), si ritiene che il versamento dei conferimenti in denaro da effettuare in sede di costituzione di una s.r.l.:

(a) possa essere eseguito mediante qualsiasi mezzo di pagamento che sia idoneo a far conseguire la provvista alla società;

(b) possa aver luogo, contestualmente o precedentemente alla sottoscrizione dell'atto costitutivo, mediante la consegna dei mezzi di pagamento o la loro esecuzione a favore di uno degli amministratori nominati dall'atto costitutivo o anche a favore di persona a ciò delegata da uno di essi, ivi compreso il notaio rogante.

(c) possa essere eseguito mediante il deposito presso una banca, con vincolo a favore della costituenda società, in conformità alla disciplina tuttora vigente per la costituzione di s.p.a.

Motivazione

Il nuovo comma 4 dell'art. 2464 c.c., come riformulato dall'art. 9 d.l. 76/2013, convertito dalla l. 99/2013, non impone più che il versamento iniziale dei conferimenti in denaro sia effettuato mediante deposito vincolato presso una banca - come tuttora previsto in sede di costituzione di s.p.a. - bensì dispone che "Alla sottoscrizione dell'atto costitutivo deve essere versato all'organo amministrativo nominato nell'atto costitutivo almeno il venticinque per cento dei conferimenti in danaro e l'intero soprapprezzo o, nel caso di costituzione con atto unilaterale, il loro intero ammontare". Soggiunge quindi che "I mezzi di pagamento sono indicati nell'atto".

Al deposito in banca, quindi, il legislatore sostituisce una modalità di liberazione del capitale più "snella", analoga a quella già adottata per le operazioni sul capitale manente societate: il versamento all'organo amministrativo. Tuttavia, probabilmente per continuare a garantire la "correttezza" del comportamento degli amministratori in questa delicata fase e la tracciabilità dei pagamenti, impone di indicare in atto "i mezzi di pagamento". Ne consegue che, a fronte di una più snella procedura, il legislatore riafferma la necessità di non abbandonare le cautele necessarie per garantire l'effettiva formazione del capitale sociale.

La nuova formulazione della norma pone alcuni interrogativi di rilievo prevalentemente pratico e attuativo, che possono essere raggruppati intorno a due principali questioni: (a) quali siano i mezzi di pagamento idonei per effettuare il versamento dei conferimenti in denaro; (b) chi possano essere i soggetti destinatari della consegna o dell'esecuzione dei mezzi di pagamento utilizzati dai soci fondatori.

Quanto al primo profilo, la massima afferma il principio della equivalenza di tutti i mezzi di pagamento, a condizione che essi garantiscano la presenza della provvista e la sua disponibilità a favore dell'organo amministrativo. Volendo esemplificare:

- il versamento in contanti, nei limiti consentiti dalla disciplina tempo per tempo vigente sulla limitazione all'uso del contante, garantisce la liberazione immediata del conferimento; in tal caso sarà sufficiente indicare in atto che il versamento avviene "in contanti", senza necessità di alcun elemento identificativo delle monete o delle banconote consegnate;

- il versamento con assegni circolari è parimenti idoneo a garantire l'effettività del capitale (e costituisce probabilmente la modalità più utilizzata, a ragione degli stringenti limiti all'uso del contante); infatti un assegno circolare - quale "titolo di credito all'ordine emesso da un istituto di credito a ciò autorizzato dall'autorità competente, per somme che siano presso di esso disponibili al momento dell'emissione, e pagabile a vista presso tutti i recapiti comunque indicati dall'emittente" (art. 82 r.d. 1736/1933) - può essere emesso solo da una banca e ad esso deve sempre corrispondere l'idonea provvista per il suo pagamento;

- il versamento mediante bonifico bancario è certamente idoneo allo scopo, giacché anch'esso consente al beneficiario di ottenere con certezza la disponibilità del denaro oggetto di trasferimento, ma occorre chiarire quali siano presupposti affinché esso presenti le caratteristiche di certezza della provvista e di disponibilità a favore degli amministratori: (i) nulla quaestio nelle ipotesi in cui al momento di sottoscrizione dell'atto il bonifico sia già stato accreditato sul conto corrente del beneficiario (per la cui individuazione si veda nel prosieguo delle presenti motivazioni), essendosi già concluso il trasferimento del denaro oggetto del conferimento; (ii) qualora invece al momento di sottoscrizione dell'atto il bonifico non sia già stato accreditato sul conto corrente del beneficiario, parrebbe necessario che esso non sia più revocabile da parte del disponente, potendo altrimenti venire meno la disponibilità del denaro in mano agli amministratori, per mera volontà del socio conferente. In ogni caso, devono essere indicati in atto gli "estremi" del bonifico bancario;

- il deposito presso una banca, con vincolo a favore della costituenda società, con modalità e regole corrispondenti alla previgente disciplina delle s.r.l. (e tuttora vigenti per la costituzione di società per azioni), rappresenta anch'esso un idoneo mezzo di pagamento per liberare i conferimenti iniziali in denaro; pur non essendo effettuato direttamente "all'organo amministrativo", come letteralmente prescritto dalla norma, esso attribuisce comunque la facoltà per l'organo amministrativo (e solo ad esso) di disporre del denaro oggetto di deposito, una volta costituita la società, al pari di quanto avviene mediante la consegna agli amministratori di un assegno circolare intestato alla società.

Potrebbe invece destare qualche dubbio la liberazione del capitale sociale mediante assegni bancari, per quanto essi siano menzionati tra i "mezzi di pagamento" nella normativa antiriciclaggio. In questo caso, infatti, il titolo di credito contiene un ordine di pagamento da parte del traente (che sottoscrive l'assegno) rivolto a una banca (in qualità di trattario), la quale tuttavia non assume alcun obbligo nei confronti del soggetto all'ordine del quale l'assegno è tratto (prenditore). La banca non può infatti accettare l'assegno bancario e ogni menzione di certificazione, conferma, visto e ogni altra equivalente, scritta sul titolo e firmata dalla banca trattaria, "ha soltanto l'effetto di accertare l'esistenza dei fondi ed impedirne il ritiro da parte del traente prima della scadenza del termine di presentazione" (art. 4 r.d. 1736/1933). Allo stesso tempo, tuttavia, "l'assegno bancario non può essere emesso se il traente non abbia fondi disponibili presso il trattario dei quali abbia diritto di disporre" (art. 3 r.d. 1736/1933), sì da potersi dire che un assegno bancario regolarmente emesso sia in ogni caso qualificabile come un "mezzo di pagamento" idoneo a far conseguire al prenditore il pagamento della somma in esso menzionata, pur in assenza di un'azione diretta esercitabile dal prenditore verso la banca trattaria.

Quanto al secondo profilo, la massima muove dalla constatazione che la legge non ritiene più necessario vincolare a favore della società i conferimenti in denaro sino al momento della sua iscrizione nel registro delle imprese, bensì individua i "nominati amministratori" quali soggetti idonei a ricevere il pagamento e detenere il denaro anche prima di tale momento (con possibile confusione del denaro versato dai soci fondatori nel patrimonio personale del o degli amministratori cui viene consegnato). Ne consegue la possibilità che i diversi mezzi di pagamento utilizzabili dai soci abbiano come beneficiari: (i) la stessa società costituenda, laddove tecnicamente possibile, oppure (ii) uno o più degli amministratori nominati nell'atto costitutivo, oppure (iii) una o più persone da essi incaricate (non v'è infatti ragione di ritenere che il compito di custodia del denaro versato a liberazione dei conferimenti in denaro debba necessariamente costituire una prestazione "personalissima" e come tale da eseguire senza la collaborazione di soggetti incaricati dagli stessi amministratori).

E' senz'altro da escludere la necessità che gli amministratori siano presenti al perfezionamento dell'atto costitutivo, e tantomeno che essi compaiano come parti dell'atto notarile di costituzione della società. E' compito del notaio, nella sua ordinaria attività quale pubblico ufficiale preposto a dare pubblica fede agli accadimenti occorsi alla sua presenza, dar conto nell'atto costitutivo della consegna dei mezzi di pagamento. Ove la consegna sia avvenuta prima della sottoscrizione dell'atto notarile, è compito del notaio riportare in atto la dichiarazione con cui si dia atto dell'avvenuta consegna dei mezzi di pagamento, i quali comunque dovranno essere descritti nell'atto costitutivo, senza necessità di allegare, menzionare o esibire alcuna formale ricevuta della consegna.

E' altresì da escludere che il riferimento normativo all'organo amministrativo richieda una formale costituzione dell'organo o una sua attività collegiale (qualora esso abbia natura collegiale). È infatti sufficiente che i mezzi di pagamento siano ricevuti da almeno un esponente dell'organo amministrativo: il generico riferimento normativo all'"organo amministrativo" pare senz'altro il frutto di una scelta semantica volta ad evidenziare il "destinatario" del versamento e non anche finalizzata a connotare di necessaria pluralità l'attività materiale della custodia del denaro.

In caso di assenza di tutti i nominati componenti dell'organo amministrativo, la consegna del denaro può avvenire prima del perfezionamento dell'atto costitutivo (a favore di uno degli amministratori o di persona da essi delegata) oppure contestualmente all'atto costitutivo a una persona delegata dagli amministratori. In entrambi i casi, se il destinatario della consegna è persona designata dagli amministratori,  questi agisce come procuratore degli stessi, in forza di poteri rivenienti dal rilascio di apposita procura (da parte anche di uno solo dei  nominandi amministratori), e provvede dunque a ritirare gli assegni per conto dell'amministratore delegante. Nulla vieta che il delegato sia uno degli stessi soci, che d'altronde potrebbe anche ricevere la consegna dei mezzi di pagamento in qualità di amministratore, ove nominato in tale carica dai soci. Siffatta procura, del resto, in ossequio al principio di libertà della forma, potrebbe essere conferita anche oralmente; tuttavia, una ragionevole esigenza di documentazione suggerisce di predisporre una apposito documento scritto che consenta al delegato di dimostrare l'incarico ricevuto.

Il delegato al ritiro degli assegni, infine, può anche essere lo stesso notaio rogante: in tal caso al notaio vengono affidati, in sede di atto costitutivo, i mezzi di pagamento funzionali alla liberazione del capitale sociale. Non si ravvisano particolari problemi o controindicazioni, fermo restando che il notaio dovrà annotare nel registro Somme e Valori sia la ricezione delle somme/titoli, sia il successivo rilascio all'organo amministrativo. Tale annotazione non sembra invece necessaria qualora il notaio riceva le somme prima della costituzione della società, con l'incarico di ottenere l'emissione di un assegno circolare intestato alla costituenda società, da consegnare a uno degli amministratori, per conto dei soci, in vista del perfezionamento dell'atto costitutivo o contestualmente ad esso. In tale caso - premessi i dovuti controlli anti-riciclaggio - si deve ritenere che non sia necessaria l'annotazione nel registro Somme e Valori, in quanto l'attività di detenzione per conto dei clienti di somme o titoli cessa nel momento stesso in cui viene prestata l'attività notarile, concludendo così l'incarico fiduciario ricevuto prima della stipulazione dell'atto.

 

Nota bibliografica

 

La riforma operata dal D.L. 28-6-2013 n. 76, conv. con modif. in L. 9-8-2013 n. 99 ha modificato il quarto comma dell'art. 2464 c.c., prevedendo che nell'atto costitutivo delle s.r.l. devono essere indicati i mezzi di pagamenti e il conferimento in denaro deve essere fatto all'organo amministrativo nominato.

Quanto ai "mezzi di pagamento" ammissibili, subito dopo la riforma il Consiglio Nazionale del Notariato, con nota di N. Atlante, Prime questioni operative in tema di nuove norme sui conferimenti in danaro in sede di costituzione di s.r.l. ordinarie, in Studi e materiali, 2013, p. 1047 e ss. ha provato a fornire una prima chiave interpretativa ed ha ritenuto legittimo il versamento in contanti (per importi inferiori alla soglia antiriciclaggio tempo per tempo vigente) in assegni circolari (intestati alla costituenda società o ad uno degli amministratori) o mediante bonifico (a favore di uno degli amministratori). È stato invece negata la possibilità di ricorrere all'assegno bancario (che invece i primissimi commentatori avevano tracciato solo in via dubitativa - A. Busani, Per le Srl costituzione in salita, in IlSole24Ore, Norme e tributi, 4 settembre 2013) affermando che "esso non darebbe certezza della copertura delle somme dovute e, pertanto, non sarebbe idoneo a garantire l'effettività dei conferimenti che devono essere eseguiti al momento della sottoscrizione del capitale". Infine, seppur con orientamento dubitativo, viene è ammessa la possibilità di continuare ad avvalersi del preventivo deposito bancario, come previsto dalla disciplina previgente e come tutto disposto per la s.p.a.

Conforme alla posizione del Consiglio Nazionale anche una massima della prassi notarile (Orientamenti societari del Comitato Interregionale dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie, Massima n. I.A.14 - Modalità del versamento dei conferimenti in denaro nell'ipotesi in cui non intervengano gli amministratori nell'atto in costituzione, in Orientamenti del Comitato Triveneto dei Notai in materia di atti societari, - 1° pubbl. 9/14, ancora inedita ma il cui testo risulta reperibile all'indirizzo internet http://www.notaitriveneto.it/dettaglio-massime-triveneto-67-srl-conferimenti-e-acquisti-ex-art-2465-comma-cc.html#inizio), la quale oltre a confermare la legittimità del versamento mediante bonifico bancario a favore di uno o più dei nominati amministratori o del deposito presso una banca, vincolato a favore della società, afferma di ritenere legittimo anche il versamento "a mani del notaio rogante, con iscrizione nel registro somme e valori di cui all'art. 6 della L. n. 64/1934 e con il mandato a consegnare le somme depositate agli amministratori che abbiano accettato l'incarico". Favorevole al deposito al notaio rogante anche G. Laurini, La società a responsabilità limitata post-riforme. Nuovi modelli organizzativi e regole di funzionamento, IPSOA, Assago, 2014, p. 26 e ivi, in particolare, p. 44 ove si legge che: "qualora gli amministratori neo-nominati siano terzi estranei non presenti alla stipula, deve ritenersi che il deposito a mani del notaio rogante della somma, con l'espresso mandato a consegnarla all'organo amministrativo a seguito dell'accettazione della carica, soddisfi egualmente e correttamente lo scopo perseguito dal legislatore nell'imporre il deposito".

Quanto alle modalità di consegna "nelle mani" dell'organo amministrativo, la dottrina ha immediatamente colto i potenziali problemi applicativi della nuova disciplina: si pensi ad esempio alla nomina quali amministratori di cittadini stranieri, impossibilitati ad intervenire all'atto di costituzione della società. Dal momento che è evidente che l'assenza degli amministratori al momento di sottoscrizione dell'atto costitutivo non può essere diventata una causa impeditiva della stipulazione dell'atto medesimo, la dottrina cercato di individuare alcune soluzioni alternative alla presenza fisica degli amministratori. Ad esempio A. Busani, Per le Srl costituzione in salita, cit. si è subito domandato se sia possibile che i nominandi amministratori possano "accettare in anticipo la carica e rilasciare una procura (ad esempio ad un professionista italiano), affinché questi possa, in nome e per conto del suo "mandante", ricevere il versamento dei centesimi (non appare che l'attività demandata a questo procuratore sia così "personale" da non poter essere a lui delegata)".

Favorevoli all'idea della procura rilasciata dai nominandi amministratori anche F. Laurini - C. Clerici, I conferimenti in denaro in sede di costituzione di Srl "ordinarie", in Federnotizie, 2014, p. 55 e ss. i quali, inoltre, quali ulteriori alternative, oltre a riconfermare l'ammissibilità del deposito su conto corrente vincolato, affermano di ritenere legittimo che "i candidati membri dell'organo amministrativo potrebbero far pervenire al notaio rogante una dichiarazione scritta (magari anticipata a mezzo PEC) nella quale da un lato accettano in anticipo la carica conferita (?) e dall'altro dichiarano di aver ricevuto da parte dei soci il versamento dell'intero capitale sociale o del 25% dello stesso. Alla suddetta lettera andrebbero poi allegati corredata da copia dei loro documenti di identità e la prova dei mezzi di pagamento (e quindi copia dell'assegno circolare a loro intestato o intestato alia società o del bonifico a loro favore)".

Nessuno, infine, sembra dubitare della legittimità del versamento fatto solo a favore di uno degli amministratori, anche qualora siano presenti tutti i nominati amministratori e tutti abbiano già accettato la carica (in questo senso F. Laurini - C. Clerici, I conferimenti in denaro in sede di