Requisiti soggettivi e partecipazioni in s.r.l. a capitale ridotto (art. 44 d.l. 83/2012) [5 marzo 2013]

I soci fondatori di una s.r.l. a capitale ridotto devono necessariamente essere persone fisiche, aventi un'età sia superiore che inferiore ai 35 anni.

Pur in mancanza di un espresso divieto di "cessione delle quote a soci non aventi i requisiti" - al pari di quanto disposto dall'art. 2463, comma 4, c.c., per le s.r.l. semplificate - si deve ritenere che detta norma trovi applicazione analogica, mutatis mutandis, anche nella s.r.l. a capitale ridotto. Ne consegue che:

(a) sono vietati tutti gli atti tra vivi che comportino, a qualsiasi titolo, il trasferimento delle partecipazioni sociali di una s.r.l. a capitale ridotto a favore di un soggetto diverso da una persona fisica;

(b) sono altresì vietati i medesimi atti qualora abbiano ad oggetto, oltre che il trasferimento della piena proprietà della partecipazione, anche il trasferimento o la costituzione di diritti parziali di godimento o il trasferimento della nuda proprietà da essi gravata;

(c) sono parimenti vietate le operazioni societarie (aumenti di capitale, fusioni, scissioni, etc.) in esito alle quali una o più partecipazioni della s.r.l. a capitale ridotto  venga attribuita a soggetti diverse dalle persone fisiche.

MOTIVAZIONE

La massima esamina alcuni possibili dubbi interpretativi in relazione ai profili soggettivi delle partecipazioni nelle s.r.l. a capitale ridotto.

In primo luogo, si affronta il tema della possibilità che anche persone con età inferiore ai trentacinque anni possano essere soci fondatori di una s.r.l. a capitale ridotto non semplificata, sebbene il tenore letterale dell'art. 44, comma 1, d.l. 83/2012 sembri deporre in senso contrario. Al fine di estendere l'ambito dei soggetti che possono avvalersi di questa società è necessario procedere quindi ad una interpretazione sistematica e funzionale della norma, basata essenzialmente su un duplice ordine di ragioni. Da un lato, la possibilità che una s.r.l. a capitale ridotto venga costituita da soggetti che hanno meno di trentacinque anni è coerente con la disposizione introdotta nel comma 4-bis dell'art. 44 (a seguito della conversione del d.l. 83/2012 operata dalla l. 134/2012) nella parte in cui si fa riferimento "ai giovani di età inferiore a trentacinque anni, che intraprendono attività imprenditoriale attraverso la costituzione di società a responsabilità limitata a capitale ridotto". Dall'altro lato, le finalità perseguite dal legislatore nel disciplinare la s.r.l. a capitale ridotto paiono comunque orientate in tal senso, dal momento che si è voluta aggiungere una ulteriore opportunità di avvalersi del modello organizzativo della s.r.l., con un inferiore impegno iniziale di capitale, senza che a tal fine risulti necessario aver compiuto una determinata età.

In secondo luogo la massima affronta il tema degli eventuali limiti alla circolazione delle quote imposte dalla disciplina della s.r.l. a capitale ridotto. A tal proposito, si deve rilevare che non viene espressamente sancita per ogni s.r.l. a capitale ridotto una regola simile a quella prevista per la s.r.l. semplificata dall'art. 2463-bis, comma 4, c.c., che prescrive il divieto di "cessione delle quote a soci non aventi i requisiti di età". Premesso che per le s.r.l. a capitale ridotto il problema non può essere posto in termini identici a quelli delle s.r.l. semplificate, proprio alla luce del fatto che per le s.r.l. a capitale ridotto i soci non sono soggetti a limiti di età, occorre però verificare se sia quantomeno esclusa la possibilità che le quote siano cedute a soggetti che non siano persone fisiche. Per risolvere la questione non assume rilevanza decisiva il rinvio operato dall'art. 44, comma 4, d.l. 83/2012 alle disposizioni del libro V, titolo V, capo VII del codice civile, che a ben vedere ha ad oggetto sia le disposizioni relative alla s.r.l. ordinaria, sia quelle concernenti la s.r.l. semplificata.

Si pone quindi il problema se il divieto di cessione previsto dall'art. 2463-bis c.c. debba trovare applicazione nell'ambito della s.r.l. a capitale ridotto, beninteso senza il limite di età dei 35 anni, non presente nelle s.r.l. a capitale ridotto non semplificate. Si consideri infatti che il principale "beneficio" riconosciuto alle s.r.l. a capitale ridotto - ossia la possibilità di stabilire un capitale sociale di importo pari ad un minimo legale inferiore (1 euro anziché 10.000 euro) rispetto a quello vigente per le s.r.l. ordinarie - viene concesso a fronte della "condizione" fondamentale che tutti i soci siano persone fisiche.

La soluzione affermativa sembra doversi sostenere, stante la sussistenza di quegli stessi interessi che giustificano il divieto nelle s.r.l. semplificate e considerata la contorta genesi storica delle norme, che ha portato in un primo tempo alla normazione della srl a capitale ridotto semplificata, nella quale ha trovato collocazione la norma di divieto, e in un secondo tempo alla previsione estesa della srl a capitale ridotto come srl tra persone fisiche: in questo secondo intervento l'omesso richiamo della citata norma di divieto invero condurrebbe al problema, più radicale, della nullità di ogni partecipazione di soggetto diverso da una persona fisica in una srl a capitale ridotto (quale che sia l'atto o la vicenda giuridica che la produca). Ragioni di coerenza del sistema inducono però a scartare la conclusione totalmente negativa (nullità della partecipazione) e a preferire un'interpretazione estensiva del divieto contenuto nell'art. 2463-bis, là dove essa "si limita" ad affermare la nullità dei soli atti di cessione tra vivi a soggetti non legittimati come norma espressamente riferita ad una sub-fattispecie di srl a capitale ridotto, quella semplificata, ma implicitamente riferibile all'intera fattispecie di srl a capitale ridotto, quindi anche a quella non semplificata: poiché  non sarebbe coerente un sistema che nel primo caso (s.r.l. semplificata), ad es., accettasse come valida la partecipazione pervenuta  mortis causa ad una persona giuridica e nel secondo caso (s.r.l. a capitale ridotto) colpisse di nullità la partecipazione così pervenuta.

La situazione presenta pertanto un evidente parallelismo, sia sistematico che funzionale, con le disposizioni dettate in tema di s.r.l. semplificata, laddove l'esigenza di evitare che i limiti di accesso al "beneficio" del capitale sociale ridotto siano elusi da successivi trasferimenti delle partecipazioni sociali giustifica la presenza del divieto legale di cessione a favore di soggetti privi dei medesimi requisiti. In sostanza, se è proibita nelle s.r.l. semplificate la cessione delle quote a soggetti diversi dalle persone fisiche aventi un'età superiore a trentacinque anni e a soggetti diversi dalle persone fisiche, nelle s.r.l. a capitale ridotto vige il medesimo divieto di cessione a soggetti diversi dalle persone fisiche.

Ne consegue altresì che gli stessi principi interpretativi indicati nella precedente massima 128, in relazione al significato e alla portata del divieto, sono applicabili anche alle s.r.l. a capitale ridotto. Di conseguenza si devono considerare vietati gli atti che comportino, a qualsiasi titolo, il trasferimento delle partecipazioni sociali di una s.r.l. a capitale ridotto a favore di un soggetto diverso da una persona fisica, gli atti che abbiano ad oggetto il trasferimento o la costituzione di diritti parziali di godimento o il trasferimento della nuda proprietà da essi gravata, nonché le operazioni societarie quali gli aumenti di capitale, le fusioni, e le scissioni in esito alle quali una o più partecipazioni della s.r.l. a capitale ridotto venga attribuita a soggetti diversi dalle persone fisiche.

Nota bibliografica

1. - In occasione dell'introduzione della s.r.l. a capitale ridotto, l'imposizione del limite anagrafico ha suscitato perplessità tra i primi commentatori. Tra questi è possibile annoverare P. Revigliono, La società a responsabilità , cit. p. 642; Id., La società semplificata a responsabilità limitata: un "buco nero" nel sistema delle società di capitali, in Nuovo dir. soc., 2012, n. 4, p. 7 ss., p. 13, per il quale «ci si potrebbe domandare se la limitazione fondata sull'età anagrafica possa essere ritenuta compatibile con la rilevanza costituzionale della libertà di iniziativa economica (...). Non si può che auspicare un ripensamento del legislatore nel senso di una eliminazione del requisito dell'età, sia al fine di consentire una più soddisfacente realizzazione delle esigenze per cui è stata introdotta la società semplificata a r.l., sia al fine di evitare possibili e, probabilmente, fondate censure di incostituzionalità»; è interessante notare che anche nel rapporto Banca Mondiale - International Finance Corporation, Doing Business in Italia 2013, Washington, 2013, p. 26, si ricorda che è vietato a persone che hanno compiuto trentacinque anni di età assumere la qualità di soci di una s.r.l. semplificata: «[p]urtroppo, il Decreto "Cresci Italia" e la successiva legge di conversione precludono l'accesso alle società a responsabilità limitata semplificate ai soggetti che hanno compiuto 35 anni di età. A prescindere dal suo carattere discriminatorio, tale restrizione non serve alcuno scopo ben definito. Un nuovo decreto, il cosiddetto "Decreto Sviluppo", attualmente in discussione, dovrebbe affrontare il problema. Il mondo dell'impresa dovrebbe essere accessibile a chiunque abbia una buona idea, indipendentemente dalla sua età anagrafica».

Il problema sembra in parte risolto grazie al «Decreto Sviluppo» (d.l. n. 83 del 22 giugno 2012), il quale ha ulteriormente innovato il sistema, introducendo nel nostro ordinamento la s.r.l. a capitale ridotto che, ai sensi del primo comma dell'art. 44 del citato decreto, convertito con modifiche, può essere costituita «da persone fisiche che abbiano compiuto i trentacinque anni di età alla data della costituzione». Prendendo in considerazione anche le osservazioni sul requisito dell'età anagrafica, la Relazione al disegno di legge di conversione del d.l. 83/2012 ha riconosciuto che, nella classifica stilata nel report Doing Business, alla voce «Avvio d'impresa» in Italia, «la fattispecie srl semplificata (...) non viene presa in considerazione in quanto limitata ai soli soggetti di età non superiore a 35 anni. La sola rimozione del vincolo anagrafico consentirebbe di uniformarsi al benchmark dei nostri competitori europei (...). La srl a capitale ridotto può essere costituita con contratto o atto unilaterale da persone fisiche che abbiano compiuto i trentacinque anni di età alla data della costituzione». Anche alla luce di un dato normativo non chiarissimo e prima della conversione del d.l. 83/2012, si rilevava, quindi, che la disciplina della s.r.l. semplificata e quella della s.r.l. a capitale ridotto «si connotavano (...) per un requisito anagrafico ma, se così si può dire, "opposto", essendo l'una riservata a soggetti persone fisiche under 35, l'altra, nel testo originario, a soggetti persone fisiche over 35», come sintetizzato da Cnn, ufficio studi (a cura di F.G. Nardone - D. Boggiali - A. Ruotolo), Società a responsabilità limitata a capitale ridotto (art. 44 del d.l. 22 giugno 2012, n. 83), in CNN Notizie, 10 agosto 2012.

In questo contesto, la legge di conversione (l. n. 134 del 7 agosto 2012) ha aggiunto un ulteriore comma 4-bis all'art. 44 d.l. 83/2012, in forza del quale il Ministro dell'economia e delle finanze promuove un accordo con l'ABI «per favorire credito a condizioni agevolate ai giovani di età inferiore a trentacinque anni, che intraprendono attività imprenditoriale attraverso la costituzione di una società a responsabilità limitata a capitale ridotto». Gli interpreti si sono conseguentemente chiesti se, in virtù del nuovo comma 4-bis, la s.r.l. a capitale ridotto sia accessibile anche a soggetti che non abbiano compiuto i 35 anni di età. A tal riguardo, la maggioranza dei commentatori ha optato per il riconoscimento a tutte le persone fisiche, indipendentemente dalla loro età, della possibilità di prendere parte all'atto costitutivo di una s.r.l. a capitale ridotto. Lo stesso Ministero dello sviluppo economico, in una nota indirizzata a seguito di una richiesta di parere pervenuta dalla Camera di commercio di Cosenza (prot. n. 182223, 30 agosto 2012), si è espresso in tal senso: «sembra doversene dedurre che il primo comma, seppure attraverso una formulazione francamente decettiva, intende esprimere il concetto che la s.r.l. a capitale ridotto può essere costituita sia da persone fisiche di età inferiore, sia da persone fisiche di età superiore ai 35 anni». Sulla questione si vedano anche M. Cian, cit., p. 1116, il quale afferma che «la tesi della (ormai) libera accessibilità alla variante a c.r. è senza dubbio la più persuasiva, sia perché riduce il deficit di funzionalità del sistema (i soci più maturi restano sì inopinatamente esclusi dai benefici economici offerti dalla semplificazione dell'iter costitutivo, ma, almeno, ai più giovani rimane possibile confezionare un modello meno elementare, sostenendone i costi), sia perché dà conto dell'assenza, all'interno dell'art. 44 d.l. 83/2012, di una norma corrispondente all'art. 2463-bis, comma 4»; R. Guidotti - E. Pederzini, cit., p. 660, per i quali «[n]on è invece corretto ritenere che possano utilizzare questa società solo le persone fisiche over trentacinque»; F. Tassinari, cit., p. 15-16, per il quale «[l]a questione pare ora risolta dalla legge di conversione n. 134/2012, nella parte in cui ha inserito nel citato art. 44 un nuovo comma 4-bis» e quindi dovrebbe ritenersi che «non vi siano ostacoli ad ipotizzare che in una SRLCR si perfezionino atti di cessione della partecipazione sociale da persone infratrentacinquenni a persone ultratrentacinquenni e viceversa»; G. Ferri jr, cit., il quale afferma che «la possibilità che a costituire una società a responsabilità limitata a capitale ridotto siano (...) soci che non hanno ancora compiuto trentacinque anni (...) risulta espressamente prevista nel comma 4-bis del medesimo art. 44, ove si prende in considerazione l'eventualità che a costituire una società a capitale ridotto siano "giovani di età inferiore a trentacinque anni"»; G. Laurini, Lettera del presidente Giancarlo Laurini sulla s.r.l. semplificata e s.r.l. a capitale ridotto, in CNN Notizie, 27 agosto 2012; G. Petrelli, Società a responsabilità limitata a capitale ridotto, 26 giugno 2012, disponibile sul sito www.gaetanopetrelli.it.

Una diversa lettura del comma 4-bis dell'art. 44 d.l. 83/2012 è stata invece proposta dal Consiglio notarile di Catania, cit., p. 11-12, secondo il quale la citata disposizione «lungi dal riferirsi alla società di cui al primo comma, non fa invece altro che implicitamente inscrivere nel sottoinsieme societario costituito dalle "SRL a capitale ridotto" (in senso lato) anche le SRL semplificate di cui all'art. 2463-bis c.c. (.) e solo per i soci (naturalmente under 35 anni) di tali ultime società prevede l'accordo con l'ABI per favorire il credito (...). Dunque, e ricapitolando (...) il tipo sociale che possiamo chiamare "a responsabilità limitata" costituisce ormai un grande insieme (...) all'interno del quale convivono diversi sotto-insiemi: [i] il primo costituito dalla SRL ordinaria; [ii] il secondo costituito dalla SRL a (ovvero, con) capitale ridotto e che all'interno di questo secondo sotto-insieme possiamo e dobbiamo riconoscere due diverse realtà (...) destinate a soggetti diversi: [x] la SRL semplificata di cui all'art. 2463-bis c.c. (che può essere costituita solo da persone fisiche infra-trentacinquenni); [y] e la SRL a capitale ridotto (in senso stretto) di cui all'art. 44 D.L. 83/2012 (che può essere costituita solo da persone fisiche ultra-trentacinquenni), società entrambe principalmente qualificate (...) dall'avere un capitale ridotto rispetto a quello della SRL ordinaria». Pertanto, in tale prospettiva i soci di una s.r.l. a capitale ridotto dovrebbero, sia al momento della costituzione della società, sia successivamente, avere un'età superiore a trentacinque anni.

È importante segnalare, infine, la diversa posizione assunta da Assonime, cit., p. 6, per la quale «si ritiene preferibile (...) ritenere che nell'ordinamento sia stata introdotta una figura generale di società a capitale ridotto, che, laddove la compagine societaria sia composta da soggetti con età inferiore ai 35 anni, si possa beneficiare di un regime agevolato e che al superamento dei 35 anni di età da parte dei soci la disciplina si uniformi a quella generale della società a capitale ridotto».

2. - A prescindere dall'adesione all'una o all'altra delle impostazioni sopra riportate, nella s.r.l. a capitale ridotto, al pari che nella s.r.l. semplificata, è vietato l'ingresso a soggetti diversi dalle persone fisiche e, pertanto, anche per questo sotto-tipo si pone «il tema della disciplina relativa alla cessione di quote a terzi diversi dalle persone fisiche», così Assonime, cit., p. 28, secondo cui «[l]a soluzione di tale questione passa dalla considerazione che la limitazione alle persone fisiche della possibilità di partecipare a questa figura societaria con capitale sociale simbolico è un elemento essenziale e imprescindibile del loro statuto normativo. Se questa ricostruzione della ratio della disciplina in tema di s.r.l.c.r. è corretta, si apre lo spazio per un'applicazione analogica del divieto di cessione rispetto ai negozi di cessione di quote a terzi diversi dalle persone fisiche contenuto nell'art. 2463 bis. Si tratta infatti di una situazione non regolata dal legislatore, ma simile a quella disciplinata dallo stesso articolo 2463 bis. Di conseguenza, nelle s.r.l.c.r. la cessione di quote a terzi non persone fisiche deve considerarsi vietato». Nello stesso senso sono orientati anche R. Guidotti - E. Pederzini, cit., p. 661, per i quali «[è] sicuramente vietato il trasferimento di quote a favore di persone giuridiche, ritenendo che la sorte cui va soggetto il relativo contratto sia quella delle inefficacia assoluta», nonché F. Magliulo, cit., p. 1424, il quale afferma che l'«ingresso in società di fonte volontaria da parte di soggetti diversi dalle persone fisiche deve ritenersi vietato».

3. - Sotto il profilo comparatistico è interessante rilevare che anche in Belgio è preclusa la partecipazione delle persone giuridiche a una SPRL-STARTER e la relativa cessione di quote è, per espresso dettato legislativo, nulla (art. 249 § 2 Code des sociétés: «[d]ans le cas visé à l'article 211bis, les parts d'un associé ne peuvent être cédées à une personne morale, à peine de nullité de l'opération»). Tuttavia, sempre ai sensi dell'art. 249 § 2 Code des sociétés, «[d]es personnes morales ne peuvent être admises que par la voie d'une augmentation de capital qui porte le capital social au moins à hauteur du montant prévu à l'article 214, § 1er». Ne deriva che, come sintetizzato da C. Brocal, La SPRL-S et sa demi-soeur allemande l'Unternehmergesellschaft (UG), une concurrence timide pour la "Limited" anglaise?, in Daor, 2010, n. 95, p. 240 ss., p. 255-256, «[l]es personne morales peuvent toutefois faire une courte incursion dans la «starter» pour lui permettre de quitter ce statut par le biais d'une augmentation du capital social, portant ce dernier an montant minimal de 18.550 EUR [ovvero il capitale minimo previsto per le SPRL]». [Nota bibliografica a cura di Aurora Crucil - Corrado Malberti]