107. L'applicazione del regime alternativo della valutazione dei conferimenti in natura, in caso di aumento di capitale delegato agli amministratori (art. 2440-bis c.c.)

La presente Massima n. 107 è abrogata e sostituita dalla Massima n. 121 del 5 aprile 2011, in seguito al d.lgs. 224/2010, entrato in vigore il giorno 8 gennaio 2011

L'organo amministrativo al quale è stata attribuita la delega di cui all'art. 2443 c.c. anche per aumenti di capitale con conferimenti in natura può avvalersi della disciplina alternativa di cui all'art. 2440-bis c.c. pur in mancanza di un'espressa previsione in tal senso. Qualora l'organo amministrativo decida di applicare tale disciplina, l'aumento delegato si svolge secondo la seguente procedura:
a) l'organo amministrativo delibera l'aumento di capitale con conferi-mento in natura, adottando uno dei sistemi di valutazione previsti nell'ambito del regime alternativo di cui all'art. 2343-ter c.c. e contestualmente approva una "prima" dichiarazione di conferma, ai sensi dell'art. 2343-quater, comma 3, c.c., necessariamente parziale (in quanto priva della verifica dei fatti succes-sivi al conferimento);
b) il conferimento non può in ogni caso essere eseguito contestualmente alla deliberazione di aumento, in virtù dell'espresso divieto contenuto nella se-conda frase del secondo comma dell'art. 2440-bis c.c.;
c) la deliberazione di aumento viene iscritta nel registro delle imprese, unitamente alla "prima" dichiarazione di conferma degli amministratori; dalla data di tale iscrizione decorre il termine di trenta giorni entro il quale i soci che detengono almeno il 5 per cento del capitale sottoscritto possono chiedere la nuova valutazione;
d) se entro il termine di trenta giorni viene chiesta la nuova valutazio-ne, l'aumento non può essere eseguito e gli amministratori devono presentare istanza al tribunale per la nomina dell'esperto ai sensi dell'art. 2343 c.c.; una volta acquisita la perizia giurata, gli amministratori possono perfezionare e ri-cevere il conferimento e successivamente, entro centottanta giorni da quest'ultimo, effettuare la verifica della stima ai sensi dell'art. 2343, comma 3, c.c.;
e) se invece i soci non chiedono la nuova valutazione ex art. 2343 c.c., gli amministratori possono perfezionare e ricevere il conferimento dopo lo sca-dere del trentesimo giorno dall'iscrizione della deliberazione di aumento; entro trenta giorni dal conferimento, essi devono poi completare la verifica prevista dall'art. 2343-quater, comma 1, c.c., senza nel frattempo poter depositare l'attestazione di avvenuta sottoscrizione ex art. 2444 c.c.; in tale periodo, le a-zioni emesse sono depositate presso la sede sociale e sono inalienabili;
f) se gli amministratori, nel corso di questi trenta giorni, rilevano fatti nuovi, tali da modificare sensibilmente il valore equo dei beni o dei crediti con-feriti, essi non possono depositare l'attestazione di avvenuta sottoscrizione ex art. 2444 c.c., bensì devono avviare una nuova valutazione secondo la disciplina di cui all'art. 2343 c.c;
g) se invece gli amministratori non rilevano fatti nuovi, tali da modifi-care sensibilmente il valore equo dei beni o dei crediti conferiti, essi devono de-positare, entro trenta giorni dal conferimento, l'attestazione di avvenuta sotto-scrizione ai sensi dell'art. 2444 c.c. congiuntamente alla "seconda" dichiara-zione di conferma ai sensi dell'art. 2343-quater, comma 3, c.c., nella quale di-chiarano che non sono intervenuti fatti rilevanti ai sensi dell'art. 2343-quater, comma 1, c.c..

MOTIVAZIONE

L'ambito di applicazione del regime alternativo della valutazione dei conferimenti in natura, di cui agli artt. 2343-ter e 2343-quater c.c., viene espressamente esteso anche ai conferimenti eseguiti in sede di aumento di capitale delegato all'organo amministrativo, ai sensi dell'art. 2443 c.c.. La disciplina è in tal caso contenuta nel nuovo art. 2440-bis c.c., la cui formulazione a tratti incerta o poco coordinata parrebbe dipendere da una doppia stesura del testo, prima e dopo le consultazioni e i pareri espressi dalle Commissioni parlamentari, come si desume dalla Relazione allo schema governativo del decreto legislativo. Si legge infatti nella Relazione che "le disposizioni di recepimento sono state completamente riviste a seguito della consultazione. La prima stesura, infatti, distingueva tra aumento di capitale che deve essere liberato mediante conferimento in natura (e con esclusione del diritto di opzione), ai sensi dell'articolo 2441, sesto comma, e gli altri casi".

Pur spiegandosi in questo modo la permanenza di rinvii inesatti all'interno dell'ultima stesura della norma, non si comprende invece ? ma si tratterebbe di un esercizio forse inutile ? quali potessero gli "altri casi" originariamente previsti dalla prima versione della norma, posto che la disciplina in questione riguarda esclusivamente gli aumenti di capitale da liberare con conferimenti in natura, i quali per definizione comportano l'esclusione (rectius, la "non spettanza") del diritto di opzione, ai sensi dell'art. 2441 c.c.. Al di là delle difficoltà dovute all'incerta suddivisione della norma in commi e agli inesatti rinvii interni, l'applicazione del regime alternativo in caso di aumento delegato comporta un procedimento assai complicato e non privo di rigidità e vincoli forse evitabili.

Nella massima ci si è pertanto limitati ad una prima esegesi del dettato normativo, la cui ricostruzione più plausibile è quella che dà luogo al procedimento sopra indicato.