106. Requisiti del verbale della deliberazione di aumento di capitale in caso di adozione del regime alternativo della valutazione dei conferimenti (artt. 2343-ter, 2343-quater e 2440 c.c.)



In caso di conferimenti in natura effettuati in sede di aumento del capitale sociale, secondo la disciplina "alternativa" di cui agli artt. 2343-ter e seguenti c.c., la documentazione richiesta dall'art. 2343-ter, comma 3, c.c., deve essere allegata al verbale della deliberazione di aumento. Essa deve altresì restare depositata nella sede della società durante i quindici giorni che precedono l'assemblea e finché questa non abbia deliberato, a disposizione dei soci, ai sensi dell'art. 2441, comma 6, c.c., unitamente alla relazione dell'organo amministrativo e al parere di congruità sul prezzo di emissione (salva la possibilità che la totalità dei soci rinunci al preventivo deposito, nonché, limitatamente alla relazione degli amministratori e al parere di congruità, alla redazione stessa dei documenti).
La documentazione richiesta dall'art. 2343-ter, comma 3, c.c., può consistere, a seconda dei casi:
a) nella elaborazione o riproduzione scritta del calcolo della media ponderata, effettuato dalla stessa società di gestione del mercato - se in con-creto svolge tale servizio - o da imprese di diffusione ed elaborazione di dati dei mercati finanziari, quali ad esempio Bloomberg o Reuters, se rendono di-sponibili le medie ponderate dei valori mobiliari o degli strumenti del mercato monetario oggetto di conferimento (nell'ipotesi di cui all'art. 2343-ter, comma 1, c.c.);
b) nel bilancio d'esercizio (o in un suo estratto, relativo alle parti da cui "risulta" il valore dei beni da conferire), nonché, ove il valore dei beni non sia "leggibile" dallo stato patrimoniale o dalla nota integrativa, anche in un estratto del libro inventari o delle scritture contabili dalle quali "risulta" il va-lore del bene oggetto di conferimento; nonché infine nella relazione di revisio-ne, dalla quale non emergano rilievi in ordine alla valutazione dei beni oggetto del conferimento (nell'ipotesi di cui all'art. 2343-ter, comma 2, lett. a, c.c.);
c) nella perizia redatta dall'esperto (non necessariamente asseverata di giuramento), non ritenendosi necessaria l'allegazione di alcuna documentazio-ne riguardante i requisiti di indipendenza e professionalità dell'esperto.
Il rispetto dei termini di "obsolescenza" dei sistemi di valutazione pre-visti nelle diverse ipotesi dell'art. 2343-ter, commi 1 e 2, c.c., può tra l'altro es-sere garantito, nell'ambito della deliberazione di aumento di capitale, dalla previsione di conformi termini finali per la sottoscrizione, ai sensi dell'art. 2439, comma 2, c.c..
Qualora l'aumento di capitale venga contestualmente sottoscritto, me-diante esecuzione del conferimento in natura nell'ambito del medesimo atto no-tarile contenente il verbale della deliberazione assembleare, l'attestazione degli amministratori di avvenuta sottoscrizione ai sensi dell'art. 2444 c.c. (e il conse-guente deposito dello statuto aggiornato ai sensi dell'art. 2436, comma 6, c.c.) è subordinata alla contestuale allegazione della "dichiarazione di conferma" di cui all'art. 2343-quater, comma 3, c.c., come prescritto dal nuovo art. 2440, comma 2, c.c..

MOTIVAZIONE

La massima trae spunto - fornendo alcune soluzioni interpretative - dal quarto comma dell'art. 2343-ter c.c., laddove dispone che "chi conferisce beni o crediti ai sensi del primo e secondo comma presenta la documentazione dalla quale risulta il valore attribuito ai conferimenti e la sussistenza, per i conferimenti di cui al secondo comma, delle condizioni ivi indicate. La documentazione è allegata all'atto costitutivo". La norma non ha un particolare rilevanza sistematica, ma richiede comunque alcune considerazioni di stretta esegesi, soprattutto al fine della sua pratica applicazione.

Si cominci col dire che non dovrebbero esservi dubbi nel ritenere che, qualora il regime alternativo dei conferimenti in natura venga applicato in sede di aumento di capitale, esso vada coordinato con le disposizioni di cui all'art. 2441 c.c., del quale trovano certamente applicazione sia il comma 4 (non spettanza del diritto d'opzione), sia il comma 6 (relazione degli amministratori, parere di congruità del collegio sindacale, deposito della perizia di stima, obbligo di sovrapprezzo, etc.). In tale ambito, appare pertanto agevole affermare che la documentazione richiesta dalla norma, relativa alla valutazione dei beni da conferire, debba essere (non solo allegata al verbale della deliberazione di aumento del capitale, ma anche) depositata "nella sede della società durante i quindici giorni che precedono l'assemblea e finché questa non abbia deliberato", salve le facoltà di deroga e rinuncia, come indicato nella massima.

Detto ciò, si precisa che nell'ipotesi di cui al primo comma dell'art. 2343-ter c.c., la documentazione che deve essere presentata dal conferente ed allegata all'atto costitutivo o al verbale assembleare (o consiliare) di aumento del capitale sociale concerne solo "il valore attributo ai conferimenti". Trattandosi della media ponderata dei prezzi del mercato regolamentato, tale documentazione non potrà che essere il calcolo della media ponderata, effettuato dalla stessa società di gestione del mercato - se in concreto svolge tale servizio - piuttosto che da imprese di diffusione ed elaborazione di dati dei mercati finanziari, quali ad esempio Bloomberg o Reuters, se rendono disponibili le medie ponderate dei valori mobiliari o degli strumenti del mercato monetario oggetto di conferimento.

Nell'ipotesi di cui al secondo comma, lett. a), la documentazione deve riguardare sia il valore che le "condizioni" richieste dalla norma. Ciò comporta che, per il primo, occorre presentare ed allegare il bilancio d'esercizio (o un suo estratto, relativo alle parti da cui "risulta" il valore dei beni da conferire), nonché, ove il valore dei beni non sia "leggibile" dallo stato patrimoniale o dalla nota integrativa, anche un estratto del libro inventari o delle scritture contabili dalle quali "risulta" il valore del bene oggetto di conferimento, eventualmente accompagnate da una dichiarazione del rappresentante della società cui il bilancio si riferisce, che consenta di "collegare" il valore rinvenibile nella scrittura contabile al bene oggetto di conferimento. Quanto al secondo aspetto, l'onere documentale viene soddisfatto mediante la presentazione e l'allegazione della relazione di revisione, dalla quale non emergano rilievi in ordine alla valutazione dei beni oggetto del conferimento.

Infine, nell'ipotesi della lett. b) del secondo comma, la documentazione consiste essenzialmente nella perizia redatta dall'esperto, la quale, come si è detto, non deve necessariamente essere asseverata di giuramento, né deve rivestire forme particolari, se non evidentemente quella scritta. Le "condizioni" indicate dalla norma con riguardo alla valutazione dell'esperto - ossia che la valutazione non si riferisca ad un momento precedente di oltre sei mesi dalla data del conferimento e che sia conforme ai principi e ai criteri generalmente riconosciuti per la valutazione dei beni oggetto di conferimento - sono desumibili dalla perizia stessa e non richiedono pertanto alcuna ulteriore documentazione.

Non sembra d'altronde che l'onere documentale debba avere ad oggetto - quali ulteriori "condizioni" indicate dalla norma - i requisiti di indipendenza e professionalità dell'esperto. Sebbene la lettera della norma non distingua espressamente tra le "condizioni" relative alla valutazione e le "condizioni" relative all'esperto, non sembra doversi estendere anche a questi aspetti la necessità di ottenere una specifica documentazione, la quale, del resto, sarebbe di modesta significatività, sia per l'indipendenza (che non potrebbe essere oggetto di altro che una autodichiarazione dello stesso esperto), sia per la professionalità (che al di fuori dell'iscrizione in albi sarebbe difficilmente oggetto di una prova documentale).